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CXXV Exposición Individual de Fotografías: "Lluvia" del 8 al 23 de Noviembre, en la Galeria de Arte, MAXART.
Yellowstone
Il
super vulcano di Yellowstone potrebbe distruggere l’umanità.
La caldera del parco di Yellowstone preoccupa sempre di più gli scienziati che pensano a un piano per raffreddarla e ricavare energia dai vapori. La BBC inglese afferma che potrebbe essere l’unico modo per prevenire l’estinzione degli umani. Geologi e sismologi hanno identificato una ventina di luoghi lungo la crosta terrestre che potrebbero dare vita a una eruzione che non avviene da oltre 100.000 anni, portando l’uomo all’estinzione. La luce sarebbe oscurata dalla cenere e per decenni nessun raggio di sole filtrerebbe l’atmosfera.
Il Parco Nazionale di Yellowstone, tra il Wyoming, il Montana e l’Idaho, negli Stati Uniti d’America, manifesta la sua magnificenza nei fiumi, nelle fitte foreste, tra le montagne innevate, nei canyon e geyser. Sotto il Parco Nazionale di Yellowstone, la sua enorme camera magmatica è responsabile dei getti di acqua bollente e delle sorgenti termali; minaccia per gli Stati Uniti e la civiltà umana. Il super vulcano potrebbe essere raffreddato tramite l’utilizzo dell’acqua.
È stato misurato che un vulcano delle dimensioni di Yellowstone generi oltre 10 GW di calore, la metà dei quali si disperde nell’atmosfera con altri gas. L’acqua che filtra sotto terra viene a contatto con il magma, la quale raffreddata leggermente, si trasforma in vapore che arriva in superficie sotto forma di geyser e fumarole. Il resto del calore si accumula nel magma, il quale superando una certa soglia, provoca un’eruzione esplosiva per scaricare le pressioni interne. La NASA vorrebbe diminuire il calore nella sua camera magmatica del 35%, per eliminare la minaccia.
La soluzione praticabile prevedrebbe la perforazione di un pozzo fino a 10 km di profondità, con il pompaggio all’interno di acqua ad alta pressione. L’acqua tornerebbe in superficie a circa 350°C sotto forma di vapore, abbassando la temperatura del vulcano. Perforare in profondità eviterebbe pericoli di perforazioni superficiali della camera magmatica, dove il rivestimento è più fragile e soggetto a fratture, scatenando emissioni di gas nocivi.
L’acqua pompata nel magma, tornerebbe in superficie sotto forma di vapore la cui temperatura verrebbe abbassata, portandosi allo stato liquido e rientrando in circolo, tramite il principio degli impianti geotermici. Tale realizzazione sarebbe in grado di sfruttare il calore del super vulcano, generando energia elettrica, ripagando l’investimento stimato di circa 5 miliardi di dollari.
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