domingo, 1 de noviembre de 2020

Roma

 


         LXV  Exposición Individual de Fotografías:            "Seres Menores" del 7 al 22 de Noviembre,                   en la Galeria de Arte, MAXART.




La caduta dell’Impero Romano d’Occidente


Dopo la morte di Teodosio I, nel 395, l’Impero Romano fu diviso in Occidentale e Orientale. L’Impero d’Oriente durerà fino al 1453, con la conquista di Costantinopoli, da parte degli Ottomani, mentre l’Impero Romano d’Occidente cadde formalmente nel 476, quando il barbaro Odoacre depose l’ultimo imperatore Romolo Augustolo. Questa non fu una vera caduta, ma una graduale sostituzione del comando, tanto che nessuno si rese conto dei cambi. Il primo e l’ultimo capo di Roma si chiamarono entrambi Romolo.

L’Impero Romano non cadde quando perse i suoi territori, per le massicce invasioni barbariche, ma molto prima del 476, quando l’Impero Romano perse i valori che lo avevano contraddistinto, portando un villaggio di rozzi pastori, alla cuspide della civiltà mondiale. Quindi, le date rilevanti per definire la fine dell’Impero Romano d’Occidente potrebbero essere altre.

Potrebbe essere il 378, con la battaglia di Adrianopoli e la morte dell’imperatore Valente che dette via libera alle devastazioni barbariche dell’Impero, culminato con il sacco di Roma di Alarico, del 410. Oppure cadde con il convegno di Nicea, del 325, quando Costantino aprì le porte al Cristianesimo e la vita nell’Impero somigliava già maledettamente al Medio Evo. Altri identificarono la sua fine con la morte di Teodosio I, nel 395 e la divisione dell’Impero in Occidentale e Orientale, oppure con la fondazione di Costantinopoli, da parte di Costantino I, nel 330. Altri ancora segnano la fine dell’Impero Romano d’Occidente, con l’assassinio di Giulio Nepote, nel 480, avvenimento più rilevante della deportazione di Romolo Augustolo, del 476, trattandosi quest’ultimo di un usurpatore e imperatore fantoccio. L’Impero Romano cadde in una data diversa da quella prefissata dagli storici o forse non cadde mai, rinnovandosi in un susseguirsi di eventi, simili ai precedenti, traghettando la sua civiltà sino al Rinascimento.

L’ingresso dei barbari nell’Impero Romano d’Occidente, furono causate dalle lesioni interne dello Stato, come allontanare il potere centrale da Roma, in improbali sedi come Milano, Treviri e Ravenna e senza tali invasioni, l’Impero non sarebbe caduto. Roma, la città più popolata dell’Impero, la più carismatica, la capitale del mondo, non poteva essere rimpiazzata da nessuna altra città.

L’abbandono delle virtù repubblicane che avevano reso grande Roma, sostituite con i molli e corrotti costumi orientali e il dispotismo degli imperatori, decretarono più d’ogni altro, il suo declino e la sua caduta. Altro motivo fu il calo demografico, dovuto alle guerre e alle epidemie, per le disastrose condizioni igieniche, cercando i legionari nelle popolazioni barbare, permettendo loro di giungere nel cuore dell’Impero, attraverso cariche militari e politiche. Nel V secolo, l’esercito Romano era formato da Goti, Unni, Franchi e da altri popoli barbarici che combattevano per la gloria di Roma. Sino al regno di Giustiniano I, nel VI secolo, si tentò di ricostituire l’Impero Romano, lottando per riconquistare i territori persi per opera dei barbari, ma non ci riuscirono. Altre cause furono la fuga dalle città, sempre a rischio di saccheggio, l’enorme squilibrio della distribuzione delle ricchezze, la sfiducia nel sistema di governo, condizionato dallo strapotere dell’esercito e conseguenti usurpazioni del trono imperiale, con la crisi produttiva, il crollo del commercio, l’inflazione che in molte provincie decretò il ritorno del baratto.

Anche il Cristianesimo è considerato uno delle cause principali della caduta dell’Impero Romano d’Occidente, reso militarmente più debole per l’istigazione a una vita pacifica e rituale, al contrario dei culti pagani che incitavano alla bellicosità. All’epoca della caduta, l’Impero aveva più monaci che soldati. Il Cristianesimo costringeva la gente a convertirsi, pena l’emarginazione e la morte. Decadde la tolleranza religiosa, orgoglio della civiltà Romana e la nuova religione impose le sue esagerate incongruenze. Il suo avvento decretò la fine dei crudeli giochi circensi, ma aumentò la miseria, l’alfabetizzazione svanì, altissima nel mondo Romano, scomparvero medicina, servizi igienici, arte e si persero molti diritti civili, soprattutto per le donne e i figli. Al Cristianesimo si rimprovera anche d’aver accettato e addirittura fomentato lo schiavismo, tradendo il messaggio evangelico sull’eguaglianza tra gli esseri umani. La schiavitù rimase in piedi sino alla fine del Medio Evo e anche oltre e la fine di questo sopruso avvenne gradualmente e non per un intervento diretto dalla Chiesa Cattolica.

Il mondo Romano appare retrivo e crudele, ma lo era molto meno di altri popoli dell'epoca, giacché civile e razionale e il Medio Evo, con i suoi mille anni di storia, segnerà un passo indietro per la civiltà

L'Impero Romano non fu abbattuto dal nemico, ma dai suoi stessi mali. La pressione attuata dai barbari da Oriente e dal Nord dell'impero, furono sole delle concause che da sole non avrebbero potuto determinare la sua fine. Roma era abituata da mille anni a combattere e vincere i barbari e i Visigoti, i Vandali e gli Unni non erano più feroci ed esperti dei Cimbri, dei Teutoni, dei Galli che da sempre Roma aveva affrontato e sbaragliato. Alarico e Attila non erano più preparati di Pirro e Annibale. 


Testo tratto dal libro sull'Impero Romano:"Voci dall'Antica Roma"




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