jueves, 1 de marzo de 2012
Carnaval de Santo Domingo 2012
Cuando la banda pasó...
© 2012 by Enzo Casamassima. All rights reserved. No part of this document may be reproduced or transmitted in any form or by any means, electronic, mechanical, photocopying, recording or otherwise, without prior written permission.
miércoles, 1 de febrero de 2012
Preserviamo il mondo
Il fato e l’esistenza
Addio vita fatale e nella fatal quiete,
rantolante e pesto dalla bieca sfortuna,
tosto sarò vapor per non farvi già ritorno,
interrando lo sguardo e la fragil scultura.
Viver tra queste fosche nubi all’odiar mi porta,
sublime quasi abbandonarsi a vacillanti scuri,
che mi squarciano nelle parossistiche ore avverse,
sperando che il ribollir del brodo eterno mi catturi.
E forza il fato a viver senz’indole e senza mire,
ma di nutrir candidi sogni e stelle son confesso,
il mio fiacco dorso era di chi troppo invocava
e mostrar il mio nobil spirito mai mi fu concesso.
Meraviglia é volger lo sguardo al novello fiore,
ma ne propositi ne fini colgo nel mio sentire,
leggiadri li lascia crescer sul poggio e a valle,
poi consente loro senza pietas e garbo appassire.
Lo miro e si confida con fare sofferente,
ha inteso l’ordir dello stolido destino,
ingenue preghiere o lagne non possono nulla
e nulla c’é che possa farlo rifiorire.
Governa il cadente mondo e gli altrui pianeti,
senza limiti e confini una smisurata forza,
si consuma in un baleno e poi tutto langue
e non rimane in mano nemmeno una risposta.
Non voglio viver ostaggio dell’immutabil destino,
pavidi e flebili persuasi dalle sue vili stranezze,
frutto amaro del pensar é una postuma rivalsa,
flutti tempestosi e al fin scogli e sue asprezze.
Essenza gentil che nel remoto mio sovrasti,
Oramai gli esseri umani s’identificano per numero e comportamenti a iene affamate atte a imbrattare e depredare la terra.
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Essenza gentil che nel remoto mio sovrasti,
con l’amor al prossimo fosti illusoria speme,
invadenti orde che neppur il ciel sopporta,
m'inaridiron la psiche indi fuggiron insieme.
Oh! Numi, che in alto dimora più d’ogn’altro avete
e che soffiando dispensate felicità fatemi dono,
di non dover espiare per le mie modeste note,
che facile é peccare e difficil chieder perdono.
Cantai i dannati cieli che fato riservò alla mia via
e carponi mi conduce in altro estraneo loco greve,
la mancanza di dovuti encomi e giuste lusinghe,
mi fa del poco calpestar che resta il passo lieve.
La madre di tutti i problemi dell’umanità è la sovrappopolazione.
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domingo, 1 de enero de 2012
Fiori
Mettiamo dei fiori nei nostri pensieri
"La Patrimoniale"
Talvolta, quando per risolvere un’intricata faccenda, decido in un senso, mi chiedo: E se fosse meglio agire esattamente al contrario? Questa è la domanda che dovrebbe porsi quel cervellone di Monti. Grande pensatore, lui e la sua troupe. Aumentare le tasse a tappeto. "Che c’è vo’..." Cosí si instaura un clima di paura paralizzando l'economia. Cosí si esasperano gli animi, con conseguenze imprevedibili. E sarà sufficiente? Quanti pagheranno? L’Italia c’è la fará? Anche se tutti siamo d’accordo nel dover salvare l’Italia, tanto più che stiamo salvando noi stessi e le future generazioni.
La soluzione é un prelievo una tantum, togliendo una certa percentuale dai nostri risparmi. Risolveremmo tutto una buona volta e in un sol colpo, come con una bacchetta magica, eliminando i nervosismi di mille tasse insensate. Due mila miliardi di euro, li paghiamo tutti ed equamente. Coloro i quali hanno il conto in rosso sarebbero esentati, per aver investito o speso sino all’ultimo euro, perché é muovendo il denaro che si crea benessere. La data del prelievo sarebbe retroattiva, poiché gli italiani "brava gente" ma anche un popolo di "furbacchioni".
Quando s’inizia un’attività, bisogna investire del denaro, aspettando che dia i frutti sperati. Facciamo conto che stiamo investendo per un'impresa, donando all’Italia una parte dei nostri risparmi, quelli che bastano per sanare il debito pubblico. Che grande orgoglio per noi. Ci saremmo salvati e con una sola mossa, avremmo dato scacco a tutti. A Sarko e i suoi fratelli, alla Merkel e i suoi porcelli. Monti dovrebbe poi lavorare per migliorare la vita dei cittadini.
Risanare l’educazione e la sanità, favorire la ricerca e la cultura, ridare energia al turismo. Dimezzare il costo della benzina, aumentarla così è togliere la libertà alla gente e della tassa per la casa, manco a parlarne. Diminuire drasticamente il bilancio della difesa e alla casta, che ha già abbastanza privilegi, diminuire gli stipendi. Abbassare l’età delle pensioni, facilitando il lavoro alle nuove leve, dando il meritato riposo ai meno giovani. Il volano dell’economia riprenderebbe e il denaro donato si recupererebbe in breve tempo.
In recessione, senza opportunità, con i toni aspri che viviamo, insensatamente ci azzuffiamo alla prima occasione. Con la ritrovata stabilità e serenità, oltre a vivere meglio, si riconquisterebbe anche il senso civico. Insomma cambiare questa vita affannosa in gradevole, semplificandola e dimostrando che lo stato è amico del cittadino. Una vita adatta all’uomo moderno, fatta di doveri ma anche di piaceri e comodità. Altrimenti siamo autorizzati a pensare che lo stato é felice solo se il cittadino suda lacrime e sangue. Questo è quanto. Altri dettagli aggiungeteli voi.
La democrazia non ha dimostrato sino in fondo di essere la panacea della società.
Perché essere democratici o anarchici, fascisti o comunisti, repubblicani o liberali, quando possiamo attingere il meglio da ognuna di queste filosofie.
Adagiato stivale
Nell’arca di un decemviro,
alla corte di un triumviro,
da una isola a una città dotta,
ovunque la cultura pernotta.
alla corte di un triumviro,
da una isola a una città dotta,
ovunque la cultura pernotta.
Il mondo conquistarono da sette colline,
sotto l’egida dell’aquila capitolina,
caput mundi, capitale d’Italia,
capitale mia e della umanità.
caput mundi, capitale d’Italia,
capitale mia e della umanità.
Dappertutto trovi entità geniali,
discendono dagli antichi baccanali,
hanno insegnato a tutti la via,
nell'architettura, nella melodia...
discendono dagli antichi baccanali,
hanno insegnato a tutti la via,
nell'architettura, nella melodia...
Chissà perché Francesco si denudò,
perché Caio Giulio Cesare civilizzò,
come Dante cantare il divino sapeva
e Meucci udire voci lontane poteva.
In tutto Leonardo aveva opinioni,
Galileo guardava lontane esplosioni,
Michelangelo con l’anima martellò
e il gran Almirante per la vita viaggiò.
Guardo mezze colonne e cadenti muri,
vestigia di ferite di immortali figure,
non toglierti della antica gloria il manto,
voglio ascoltare ancora il tuo melodioso canto.
Ora finisci di fare su te sconcia ironia,
Michelangelo con l’anima martellò
e il gran Almirante per la vita viaggiò.
Guardo mezze colonne e cadenti muri,
vestigia di ferite di immortali figure,
non toglierti della antica gloria il manto,
voglio ascoltare ancora il tuo melodioso canto.
Ora finisci di fare su te sconcia ironia,
così perderai la tua vecchia egemonia,
non tirarti in testa con falsa modestia,
non tirarti in testa con falsa modestia,
quello che da dietro espressa una bestia.
Liberamente tradotta e tratta da due poesie inserite nei libri "Tú, mi inspiración" 2008 y "Escritos esparcidos y no dispersados" 2010.
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jueves, 1 de diciembre de 2011
Uccellacci uccellini
Saffiche amanti
Alla sei chiudono il cancello ma Elsa e Claudia hanno ancora voglia d’abbracciarsi sulla panchina del parco della cinquantasettesima strada. Un posto appartato, di fronte a un muro imbrattato di graffiti sbeffeggianti. Fresche amanti e comete del tempo, costrette a navigare controcorrente. Al fianco una coppia di colombi tuba senza vergogna. Non devono reprimere ciò che la natura ha concesso loro senza malizia. Un viale come arteria corre lungo il parco, punteggiato da maestosi alberi. Sembrano soldati che in fila aspettano d’affrontare la suprema condotta delle armi. Elsa e Claudia devono occultare il loro essere, assediate da mille occhi inquisitori.
Quando l’orizzonte caliginoso appare e sicura più non sei delle tue gioie, fuggir vorresti e in un vortice di insoliti patemi ti senti rovinare. Ti accomiati sofferente e serbo di te tutto il ricordo. L’ombra del tuo dolce sorriso e della tua invitante quiete. Il cuore mio in tumulto è scosso come monte alla slavina e il mio orgoglio gemente, gelato da sorpresa or langue. Sconfitta dal tempo e infastidita dai tuoi mutanti desideri, tornar vorresti bimba amata, per non sentir della pelle l’energico suo fremere e il richiamo dello stesso sesso. E non subir del dileggio l’onta.
Saffo, cacciatrice d’anime, ascolta e mira. Scompigliata e appena nata al goder dei canti e al fustigar della tua bionda chioma di fior d’incanto cinta, sul mio corpo complice. Come la luna quando florida e intumidita dalle costanti rivoluzioni, al parossismo esplode spargendo a terra come sementi argentee la sua luce, cosí lo sprezzante giudizio con l’altrui silenzio monta e scoppiettante di perfidia, smette d'essere tolleranza o indecisione e sfocia in manifesta e iniqua sentenza. Teneri amanti, splendide signore, prendete quello che il cielo vi propone, vivete le vostre inclinazioni e lasciate agli altri tutto il cinismo, affrontate con forza il prepotente, senza mettervi alla stregua di un perdente.
Alla libertà d’essere. Elsa
Ringrazio le anime pure che nel mondo hanno seguito ed elogiato la mia opera. Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Doy las gracias a las almas puras que en el mundo han seguido y elogiado mi obra. Feliz Navidad y Prospero Año Nuevo.
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