lunes, 1 de febrero de 2016

Paisajes Internos Caribeños


















































































































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viernes, 1 de enero de 2016

L'isola che c'é





XII Exposición Individual de Fotografías: "Las Salinas II" del 2 al 17 de Enero, en la Galeria de Arte, MAXART. 





Lucani
Brutti sporchi e cretini e dell’Italia la vergogna,
come cani abbandonati ci volevano nella fogna,
ora visitati come si fa con gli animali in gabbia,
che non sia l’inizio d’una nostra nuova rabbia?

Ci pestate ancora? No! D’un tratto tante moine.
Cari e riveriti ma quanto dureranno le manfrine?
Acqua petrolio e Sassi non sono giunti con la 
stima,
il soffio d’un Grecale e saremo piú sporchi di
 prima.








 Prevenzione
Quanno a casa torno tardi dopo ‘na conversazione,
apro lo stridulo portone senza molta attenzione,
poi me fermo a origliare e si sento un calpestio,
aspetto che la porta secondaria finisca er cigolio.







Roba da pinguini
Du’ pinguini lato a lato contro freddo e venti,
pe’ difendersi mejo dalla furia degli elementi,
nun accusano nessuno anche se so’ disperati,
piegati sì ma rimangono sempre abbracciati.







Proprietà statale
Sei numero sei straccio un fantoccio,
sei fatto de gnente sei fatto de coccio,
nun importa se ci’hai n’anima un core,
per lo stato sei ‘no stronzo un debitore.







Anno nuovo
Tutti se fanno l’auguri pe’ l’anno novo,
un usanza che er senso ancor nun trovo,
i mesi e l’anni so’ nostre comode divisioni,
er monno gira ignaro de le nostre decisioni.














































































































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martes, 1 de diciembre de 2015

Volatili




Merry Christmas and Happy New Year 





Perdono

Se servisse er perdono pe’ risorve la questione,
se darebbe a tutti quanti senza alcuna distinzione,
er problema è che quanno so’ tutti perdonati,
d’offenne n’artra vorta se sentono animati.







 Autostima

Quanno te senti giù per mancanza d’autostima,
datte ‘na pacca sulla spalla e starai mejo de 
prima,
recorda che da spermatozoo correvi come un 
matto
e senza sudá troppo arrivasti prima co’ ‘no scatto.







Sconfitte

In un dì sereno sbatte l’ali un uccelletto,
svolazza qua e la in cerca del suo letto,
dall’alto ne vede uno ma lo trova occupato,
nella vita alle sconfitte devi essere abituato.
   






Amor

Roma che c’è oggi ci’hai ‘na brutta cera,
te sei cacciata n’artra vorta ne la bufera,
prima se inchinavano de tutti eri er terror,
ma se leggi ar contrario te chiami solo amor.







Non calpestare

Nella vita puoi esse preso da quarcuno de mira,
un amico un fratello o chi dice che più t’ammira,
sarà che ha visto ne’ l’occhi tua la solita 
pagliuzza,
la merdaccia nun la calpestá sinnó sentirai la puzza. 
















































































































































































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domingo, 1 de noviembre de 2015

Cimiteri




XI Exposición Individual de Fotografías: "Mi Segunda Tierra II" del 7 al 21 de Noviembre, en la Galeria de Arte, MAXART. 





Fedele condottiero

Stavvi il mentor poderoso alla lor vista,
furibondo in viso e con l’ascia in mano,
gestisce il flusso arcaico dell’ammasso
e non valgon pentimenti o compassioni.

Chi è quel viso che umanamente agogna
e volge sgomento in cerca di puntello?
Superbia e ira che in vita han cavalcato,
forzan fronte a giudizi e dure sentenze.

Or cantar vorrei l’amor sì delicato,
d’un esempio mortal fior bene amato,
amico di viaggio compagno deciso,
dolor mesto e cupo c’ho perso il sorriso.

Un colpo di flagello corona di spine,
tal Cristo battuto mi sanguina il crine,
afflitto e molesto le sue spoglie rapite,
matrice di tormenti e laceranti ferite.

Si che amor versò a famiglia e lavoro,
a gente e averi tanto che facil ignoro,
menzionar all’uso doti e svariate virtù,
che in un figlio vorresti veder anche tu.

Via lontano esotico tollerava l’assenza,
presagiva il ritorno con santa pazienza,
come Eumeo fedele aspettò mite Ulisse
e al mal si frappose tal splendida eclisse.

Al capo nobili attenzioni riservava,
lavorare e immolarsi non gli bastava,
in cambio fu alla testa general perfetto,
condottiero giusto valoroso e corretto.

Or sicuro dolente non potrà già elargire,
non più accurato quotidiano abbellire,
or quel posto sarà un desolato anfratto,
fiuto l’assenza con uno sguardo distratto.

 Eppur mi vedevo con te fronte al fuoco,
evocare le storie d’un passato remoto,
ma tornerai al mio campo e al tuo orto,
tra germogli avviarti da uomo risorto.

Deploro la morte che falciando fa errori
e maledico la vita che castiga i migliori,
 ignari all’oscuro non lascia scritti o parole 
e fa di noi miserandi tutto quello che vuole.

Dell’andazzo scovare l’eterno complotto,
arginare il mio pianto cocente e dirotto,
parlare dobbiamo ancora di tante cose
e un di rivedrò chi al cuor mai si nascose.









































































































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