XL Exposición Individual de Fotografías: "Playas y Mares" del 6 al 21 de Octubre, en la Galeria de Arte, MAXART.
martes, 2 de octubre de 2018
Il Corpo Umano III
XL Exposición Individual de Fotografías: "Playas y Mares" del 6 al 21 de Octubre, en la Galeria de Arte, MAXART.
Cada ser humano tiene ácaros microscópicos en las
pestañas y los folículos capilares.
Ogni essere
umano tiene acari microscopici nelle ciglia e nei follicoli capillari.
La sustancia más dura del cuerpo humano es el esmalte
que se encuentra en nuestros dientes.
La sostanza
più dura del corpo umano è lo smalto che si trova nei nostri denti.
Si el ojo humano fuera una cámara digital, tendría 576
megapíxeles. El ojo puede distinguir alrededor de 10 millones de colores
distintos.
Se l’occhio
umano fosse una macchina fotografica, avrebbe 576 megapixel. L’occhio può
distinguere circa 10 milioni di colori diversi.
El cuerpo tiene
suficientemente hierro como para crear un clavo de hasta 7.6 centímetros de
largo.
Il corpo ha
sufficientemente ferro per fabbricare un chiodo di 7.6 centimetri di lunghezza.
El cerebro humano es lo más sofisticado que conocemos
en todo el universo. Los humanos tienen más neuronas a los dos años que en
cualquier momento de su vida, aunque al cerebro le demora 20 años madurar.
Il cervello
umano è il più raffinato che conosciamo in tutto l’universo. Gli umani hanno
più neuroni a due anni che in qualsiasi momento della sua vita, anche se al
cervello le serve 20 anni per maturare.
En toda la vida, una persona consume unos 75.000
litros de agua.
In tutta la
vita, una persona consuma circa 75.000 litri di acqua.
El cerebro no deja de trabajar nunca y, de hecho, está
más activo cuando duermes. Los científicos aseguran que una persona normal
tiene un promedio de 70.000 pensamientos por día.
Il cervello
non smette di lavorare mai e, di fatto, è più attivo quando dorme. Gli
scienziati assicurano che una persona ha mediamente 70.000 pensieri il giorno.
La nariz y las orejas nunca dejan de crecer.
Il naso e
le orecchie non finiscono mai di crescere.
La piel es el órgano más largo del cuerpo y nunca deja
de renovarse. Cada minuto la piel se deshace de 50.000 células muertas. En una
vida eso representa 18,1 kilos de piel.
La pelle è
l’organo più lungo del corpo e mai smette di rinnovarsi. Ogni minuto la pelle
si libera di 50.000 cellule morte. In una vita questo rappresenta 18.1 chili di
pelle.
La forma y el contenido de las lágrimas que derramamos
de los ojos, varían mucho en función de las emociones o situaciones que
desencadenan esas lágrimas. Es por ello que las lágrimas de alegría son
diferentes de lágrimas de dolor, que a su vez son diferentes de las lágrimas
que aparecen cuando cortamos una cebolla.
La forma e
il contenuto delle lacrime che versiamo dagli occhi, variano molto in funzione
delle emozioni o situazioni che scatenano queste lacrime. Per questo le lacrime
d’allegria sono diverse dalle lagrime di dolore, che a sua volta sono diverse
dalle lacrime che appaiono quando tagliamo una cipolla.
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sábado, 1 de septiembre de 2018
Roma
XXXIX Exposición Individual de Fotografías:"Las Salinas III" del 8 al 23 de Septiembre, en la Galeria de Arte, MAXART.
Gli Antichi Romani in America
Il
continente americano, prima della sua scoperta avvenuta nel 1492 ad opera di
Cristoforo Colombo, fu visitato da altri popoli europei. Attorno all'anno mille
giunsero i Vichinghi e, udite, udite, fin dall’epoca Repubblicana era visitata dai
Romani.
Il buon
Pitagora, nel V sec. a.C., fu il primo a stabilire che la Terra avesse forma sferica. Plinio il Vecchio, circa mille e cinquecento anni prima di Copernico, nel
suo Naturalis Historia, asserí che la Terra girasse attorno al proprio
asse, per il sorgere e tramontare del Sole. Anche per Cicerone,
Tolomeo, Seneca, Plutarco e Giulio Cesare, solo per citarne alcuni, la terra
era sferica e ruotava intorno a se stessa e intorno al Sole. Dedurre che
potevano raggiungere le Indie, navigando verso Ovest, fu una conseguenza
logica. Del perché le cose e l’acqua degli oceani rimanessero lì dov’erano e
non si disperdessero nello spazio, non ci arrivarono. Per la sua spiegazione
scientifica, bisognò aspettare il genio di Newton.
Tra le tante
prove che evidenziano lo sbarco dei Romani nel continente Americano, vi è il ritrovamento
della spada di un legionario Romano sulla costa orientale del Canada,
nell'isola di Oak, in Nuova Scozia e alcune monete d’oro cartaginesi, coniate circa
2.500 anni fa. Poi, scolpite sulle pareti di una caverna, sono state ritrovate alcune
immagini di legionari Romani che allineati marciavano con uno scudo e una
lancia e al loro fianco, un capitano con un elmo piumato in testa.
Al largo dell’Isola
di Oak, sono stati ritrovati i resti di una nave Romana del I secolo. Il
relitto, ancora sul fondale, non è stato portato alla luce per la mancata
concessione del permesso da parte del governo della Nuova Scozia, ricalcitrante
nel conferire il dovuto ossequio ai Romani e riscrivere la storia dell’umanità.
I Romani ritennero
quei territori le coste orientali dell’India, errore in cui incapperà un
millennio e mezzo più tardi, anche Cristoforo Colombo.
I Romani disegnarono
nel Mediterraneo, le più funzionali traiettorie marittime che portarono nell’Urbe,
dai più lontani territori dell’Impero, le spezie più varie, le sete più pregiate,
le migliori opere statuarie e pittoriche, i gioielli più preziosi.
La flotta di
Augusto, comandata da Tiberio, si spinse nelle acque settentrionali dell’Europa,
superando capo Skagen, a nord della Danimarca. La flotta di Giulio Agricola,
all’epoca di Domiziano, circumnavigò la Britannia, s’impossessò delle Orcadi e
navigò fino ad avvistare la misteriosa isola di Tule, collocata oltre il
Circolo Polare Artico.
L’isola di Tule è descritta dal navigatore greco, Pitea
di Marsiglia, del IV sec. a.C., nel libro andato perduto, Intorno
all'Oceano. Solo geografi e matematici come Eratostene e Ipparco, credettero al
racconto di Pitea, il quale aveva per primo osservato e descritto l’alternanza
di sei mesi di luce e di buio, caratteristico delle zone polari e altre importanti
rilevazioni convalidate dagli scienziati greci alessandrini. Pitea, affermava
che la mitica isola di Tule si trovava a sei giorni di navigazione verso nord
dalla Britannia e, a una giornata di navigazione verso Nord da essa, si trovava
il mare solidificato, che chiamò Cronio. Tule, era l’Islanda.
I Romani penetrarono in Africa alla ricerca delle sorgenti del Nilo, affacciandosi sul Mar Rosso. Partendo da Tingi, Tangeri, la circumnavigarono sin dal II secolo a.C., toccando le Canarie, Zanzibar, il corno d’Africa e arrivando sino in India, dove in età Imperiale, periodicamente approdavano navi mercantili scortate da quelle militari.
Poi, quando
la Mesopotamia divenne provincia romana, l’India fu raggiunta ancor più
facilmente attraverso il Golfo Persico, toccando anche i porti meridionali
dell’Arabia e dello Yemen.
Durante il
principato di Claudio si spinsero sino all’isola di Taprobane, Ceylon, e sul
versante orientale dell’India fino alle foci del Gange. All’epoca dei Flavi,
tutte le rotte per l’India erano conosciute. Plinio il Vecchio ne fornisce
l’itinerario, con i periodi ottimali per arrivarci, tenendo conto
dell’alternanza dei monsoni.
La seta
cinese che circolava a Roma era reperita in India, ma ci sono testimonianze che
i Romani giunsero anche in Cina. In una nave Romana affondata davanti alle
coste della Toscana, sono stati ritrovati tra l’altro, un corredo di
attrezzature chirurgiche e dei farmaci, con sostanze come l’ibisco e i semi di
girasole che potevano provenire solo dall’Etiopia o dall’India.
A Roma, in
un mosaico del I secolo a.C. compare in un cesto di frutta, un ananas e Plinio
racconta che ai suoi tempi, il mais era coltivato nella Pianura Padana. Ma,
entrambi furono conosciuti solo dopo la scoperta delle Americhe!
Che curiosi
vagabondi questi Romani.
Tratto dal Libro di Storia sull'Impero Romano: "Voci dall'Antica Roma"
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miércoles, 1 de agosto de 2018
Le Fontane di Roma
XXXVIII Exposición Individual de Fotografías: "Auroras y Ocasos II" del 11 al 26 de Agosto, en la Galeria de Arte, MAXART.
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domingo, 1 de julio de 2018
Pio Bove
XXXVII Exposición Individual de Fotografías: "Reptiles" del 14 al 29 de Julio, en la Galeria de Arte, MAXART.
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viernes, 1 de junio de 2018
Aforismi
XXXVI Exposición Individual de Fotografías: "Flores III" del 9 al 24 de Junio, en la Galeria de Arte, MAXART.
Le
persone si dividono in sovrastimati e sottostimati.
Las personas se dividen en sobreestimadas y subestimadas.
Le persone parlano della
tua vita come se la conoscessero meglio di te.
Las personas hablan de tu vida como si la conocieran mejor
que tú.
La
compostezza si tiene per perderla con le persone adeguate.
La compostura se tiene para perderla con las personas
apropiadas.
Passa notti insonni e fa
che non sia colpa del caffè.
Pasas noches en vela y haga que no sea culpa del café.
Auspico
un mondo attivo tutti i giorni per ventiquattr’ore. Il
riposo a turni.
Auspicio un mundo activo todos los días, durante veinticuatro
horas. El descanso a
turnos.
La
falsità, l’invidia e la gelosia sono tre sorelle capricciose.
La falsedad, la envidia y los celos son tres hermanas caprichosas.
Attenti al simpatico.
Eclissa tutti i suoi difetti.
Cuidado con el simpático. Eclipsa todos sus defectos.
Quante micce bisogna
disinnescare per salvare una coppia che scoppia.
Cuántos mechas deben desactivarse para salvar a una pareja
que explota.
Oggi non sono quello di
ieri.
Hoy no soy el de ayer.
L’uomo non è ancora
nato. Per alcune indefinite ragioni c’è la farà.
El hombre aún no ha nacido. Por algunas razones indefinidas
lo logrará.
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martes, 1 de mayo de 2018
Flores 2018
XXXV Exposición Individual de Fotografías: "Flores II" del 5 al 20 de Mayo, en la Galeria de Arte, MAXART.
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domingo, 1 de abril de 2018
L’indole umana
XXXIV Exposición Individual de Fotografías: "Mariposas" del 7 al 22 de Abril, en la Galeria de Arte, MAXART.
L’indole umana
Ah
Padre Pio, Padre Pio. Quanti danni hai fatto. E sei in buona compagnia, tra
Santi e Madonne piangenti passate alla storia che a ritmo alterno saltano agli
onori della cronaca. Una delle ultime più famose è Medjugorje, ma persino il Vaticano
ha preso le distanze.
Padre Pio, dicevamo, al secolo Francesco Forgione di Pietrelcina, ora San
Pio di Pietrelcina, è stato un burbero millantatore o se preferite un isterico
bugiardo, poiché alcuni studi fatti su di lui negli anni venti del secolo
scorso, imposti dalla Chiesa e condotti da Padre Agostino Gemelli, l’hanno screditato alla grande e solo per acclamazione popolare,
per tenere contenti quei beccaccini
dei credenti, dopo mezzo secolo è stato fatto Santo.
Ammesso e non concesso che abbia avuto veramente le
stigmate e non se le procurava con il vetriolo, acido solforico, come riportato
nel referto medico, esse sono frutto di una malattia e non un “regalo” di Dio,
per proclamarne la sua esistenza. Tra l’altro, alcuni testimoniarono che periodicamente
andava in paese per approvvigionarsene.
“Uno psicopatico
ignorante che indulge in automutilazione e si procura artificialmente le
stigmate, allo scopo di sfruttare la credulità della gente." Padre
Agostino Gemelli.
Un capitolo a parte sono le svariate malattie che Pio
soffriva sin da piccolo e per le quali ne siamo profondamente addolorati.
La parola “stigmate”, o, “stimmate”, derivante dal greco, indicava
il segno che lasciava il ferro rovente impresso su animali o schiavi. I
cattolici, la usano per indicare le piaghe di Cristo che ritroviamo anche su
alcuni Santi. In medicina, le stigmate, sono note come sindrome di Gardner e
Diamond e compaiono soprattutto in soggetti isterici.
In
America Latina, possedimento cattolico e guarda caso non in Asia, terra d’altre
filosofie, sono stati segnalati nel tempo, molti casi su soggetti che
presentavano tali ferite e non tutti, per fortuna, spacciate per divine.
Non dolga il ricordo della storia.
Non dolga il ricordo della storia.
L’indole umana
è quella di soverchiare il prossimo, anche attraverso l’autoflagellazione, nella
fattispecie con le famigerate stigmate. Raggiri e menzogne, in nome della sopravvivenza.
Scalzare il prossimo, nell’esaltazione della propria figura.
Come le pecore uscendo
dall’ovile, strapazzano il loro congenere saltandogli addosso, per accaparrarsi
più rapidamente la via della pastura e come un neonato uccellino, nel nido
becca in testa sino alla morte il suo fratellino piú debole, per far suo tutto il cibo
paterno, così, gli umani, per istinto e furtivamente, ma con le stesse
intenzioni e risultati, calpestano e sopraffanno il proprio simile, nella
sfrenata corsa della sopravvivenza.
Anche
l’universo, gestito da leggi simili, prevede la morte degli astri più grandi e duraturi, belli ai nostri occhi, ma miseramente
cattivi e fagocitatori dei loro simili. Quindi, gli umani, figli dell’universo e discendenti delle
scimmie, animali evoluti ma d’indole malvagia e crudele, divorano tutto e tutti.
Ineluttabilmente morte, lasciando il passo ad altri e replicare la vita.
Non
lamentiamoci troppo, non deprimiamoci quando avvertiamo violenza e crudeltà
nei nostri confronti. Quando subiamo ingiustizie e maltrattamenti. Non c’è
l’hanno con noi, si stanno solo difendendo! Stanno solo vivendo! Meditate gente... meditate.
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