jueves, 1 de octubre de 2015

Busker






Chopin


Frédéric François Chopin, (Zelazowa Wola, 1 Marzo 1810 - Parigi, 17 Ottobre 1849) è stato un compositore e pianista polacco, naturalizzato francese. Fu uno dei grandi maestri della musica romantica, definito "Poeta del pianoforte." Il padre, Mikołaj Chopin, 1771-1844, era un musicista francese originario di Marainville sur Madon che si stabilì in Polonia. La madre, Tekla Justyna Krzyżanowska, 1782-1861, era una pianista polacca. Iniziò a studiare il pianoforte da autodidatta e crebbe a Varsavia, dove completò la formazione musicale da bambino prodigio.

A seguito della repressione russa del Novembre 1830, si trasferì a Parigi, componendo brani che riscossero successo specialmente nei salotti. Impartiva lezioni private, le quali erano la principale fonte dei suoi guadagni. Nel 1838 conobbe George Sand, più anziana di lui di sei anni. Chopin aveva una salute cagionevole e in quegli anni il suo corpo, mostrava un deperimento costante. Aveva scarsa resistenza fisica e soffriva d’attacchi di bronchite purulenta. Pesava appena quarantacinque chili, per un’altezza di un metro e settanta. Purtroppo nel 1848, la scrittrice interruppe la relazione con il musicista, facendolo cadere in una depressione che probabilmente accelerò la sua morte che avvenne il 17 ottobre del 1849, alle 2 del mattino. Al suo fianco negli ultimi momenti di vita, Eugene Delacroix, Delfina Potocka e la più amata delle sorelle, Ludwika. Riposa a Parigi, nel cimitero di Pere Lachaise.

Chopin lascia un testamento musicale di grandi dimenzioni. Fu dotato di grande espressività e magica creatività, tra le migliori nella storia della musica. Nelle sue opere, tecnicamente impegnative, ha apportato notevoli innovazioni alle forme musicali dell’epoca. Fu un virtuoso del pianoforte. Dipendendo dallo stato d’animo, sciorinava nelle Fantasie, ritmi forsennati; nei Notturni, lente trasposizioni della sua vita; nei Preludi, brevi e dolci composizioni. Le Ballate sono un suo apporto alla musica, raffinate nei temi e ricercate nella scrittura.  






Ballade Pour Rafaelina







































































































































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martes, 1 de septiembre de 2015

Il Palazzo di Giustizia di Roma






Il Palazzaccio

Il Palazzo di Giustizia di Roma, sede della Corte Suprema di Cassazione, fu costruito tra il 1889 e il 1911 dall’architetto perugino Guglielmo Calderini. La prima pietra fu posta il 14 marzo 1889 alla presenza di Umberto I di Savoia e la regina Margherita. Le grandi dimensioni, le numerose decorazioni e i lavori seguiti da sospetti di corruzione che portarono nel 1912 a un’inchiesta parlamentare, spinsero i romani a soprannominare l’opera: Il Palazzaccio.

La natura friabile del terreno, sulla quale fu posto l'edificio, richiese la costruzione di una platea di calcestruzzo per aumentare la stabilità. Nonostante tutto, non si raggiunse la solidità desiderata e il progetto che prevedeva un altro piano, convinse il Calderini a ridurre le dimensioni. La struttura fu inaugurata alla presenza di Vittorio Emanuele III, l’11 gennaio 1911. In stile tardo rinascimentale e barocco, misura 170 x 155 metri. Il palazzo, rivestito di travertino, è sormontato nella facciata principale da una quadriga di bronzo e adornato da alcune statue rappresentanti tra gli altri Cicerone, Gianbattista Vico, Lucio Crasso. La facciata posteriore è arricchita in cima, da uno stemma bronzeo di Casa Savoia.

Nel 1960 le crepe e i crolli ne bloccarono l’uso. Fu istituita una commissione per decidere le sorti della costruzione. La maggioranza tendeva alla demolizione dell'edificio e all’ampliamento del giardino adiacente. Altri proponevano la conservazione senza renderlo funzionale, a causa degli alti costi di restauro perché l’edificio costituiva la testimonianza storica di un'epoca. In più l'enormità dei costi di demolizione, fece prevalere questa seconda opinione. Così l'edificio fu sottoposto nel 1970 a una serie di lavori per metterlo "in sicurezza" e arrivare ai nostri giorni.


















































































































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sábado, 1 de agosto de 2015

Albero Solitario





X Exposición Individual de Fotografías: “Roma” del 7 al 22 de Agosto, en la Galería de arte, MAXART. 





Albero solitario

La solitudine non ti strapazza il core,
cantori s’allegran della tua pura esistenza,
svolazzano augelli sei faro e fonte di riparo
e quando è luna sanguinar fai una piuma.

Io del mio vagar giunto all’estremo rito,
solingo piango le pene e il dolor che sento,
mi cavaron l’alito e le carni si numerosi,
sublime peccar dolce fingersi virtuosi.

Chiedo in riguardosa supplica cerco pudico,
di cancellare il reverbero che sa d’antico,
volar fu dell’anima il primo e ultimo sogno,  
inibita e lacerata piangerà in eterno.







































































































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miércoles, 1 de julio de 2015

Tempi Moderni







Architettura High-Tech 













































































































































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lunes, 1 de junio de 2015

Salti e Saltini















































































































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